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La roccaforte di Milano

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Durata lettura: 5 Minuti
Data di pubblicazione: 31 Luglio 2020

Categoria : C’era una volta

Autore : Gigioni Barbara

Via Romualdo Bonfadini. Lungo la strada si affacciano condomini di cemento e villette nascoste dalle siepi. Poco più avanti un enorme prato chiuso da una recinzione arrugginita: lavori in corso. Qui i lavori ci sono sempre stati.

Uno dei tanti piani di riqualificazione andati in fallimento. Ce ne sono a decine in questa zona industriale che sorge in fondo a via Mecenate. Oltre alla cancellata c’è un’oasi di rifiuti: sacchi chiusi, aperti, razziati, spappolati, squartati avidamente dai topi o da altre creature della notte che in questi luoghi cercano rifugio. Poco più in là sento il sottofondo della tangenziale. C’è un imbocco secondario celato in mezzo alla vegetazione. Proprio lì ci sono gli orti. Un triangolo di verde germogliato in mezzo al via vai delle strade principali e marginali, agli scarti di una civiltà in decadenza.

Forse quello è l’unico modo per riportare alla vita un luogo come questo. Recinzioni di legno, metallo, plastica, cataste di rifiuti accumulati, schiacciati, riassemblati, porte, difese da lucchetti e catenacci. All’interno un intricato budello di sentierini fangosi infestati da una vegetazione umida e aggressiva. Baracche per gli attrezzi, frigoriferi, barbecue. Alcune meraviglie dell’antiquariato convivono tra loro in mezzo a filari di cavolfiori, barbabietole e pomodori. Una vera e propria roccaforte. Una dimensione parallela.

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